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Blocco degli oppiacei: Impianti per la dipendenza da oppiacei

Un esperto medico prepara una paziente per un impianto per trattare la dipendenza da oppiacei.

13 Settembre, 2021

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 115.000 persone sono morte per overdose di oppioidi solo nel 2017, e stime recenti mostrano che i numeri sono in aumento. Il disturbo da uso di oppioidi (OUD) è un problema globale, e diverse nazioni stanno sviluppando e implementando nuovi metodi di trattamento. In molte parti del mondo, gli impianti per la dipendenza da oppiacei sono stati approvati per gli adulti che soffrono di dipendenza da oppiacei.

Questo articolo ti illustrerà gli impianti che vengono utilizzati per il trattamento della dipendenza da oppiacei e il loro metodo di funzionamento. Inoltre imparerai a conoscere gli effetti collaterali e la sicurezza di questi impianti, e cosa fare per saperne di più.

Cosa sono gli impianti per la dipendenza da oppiacei e come funzionano?

Trattare la dipendenza da oppioidi non è un lavoro semplice. Il trattamento spesso include lunghi mesi di assunzione di farmaci sublinguali, orali e altri farmaci ingeribili. Questo metodo di trattamento può portare all’abuso e all’uso improprio dei farmaci, all’overdose accidentale, alla scarsa aderenza al piano di trattamento, o anche alla somministrazione di farmaci a persone che non sono designate ad assumerli.

Ora è disponibile un’altra opzione per gli adulti che soffrono di OUD e soddisfano certi criteri: gli impianti per la dipendenza da oppiacei. Gli impianti funzionano in modo molto simile ad altre forme di terapia sostitutiva degli oppiacei e di trattamento della dipendenza, in quanto entrambi si avvalgono dei farmaci buprenorfina e naltrexone.

Gli impianti di buprenorfina consistono in quattro piccole aste impiantate nella parte superiore del braccio del paziente o nella zona dell’addome, le quali rilasciano piccole quantità di buprenorfina in modo costante fino a 6 mesi. Gli effetti sul paziente sono simili a quelli sperimentati quando la buprenorfina viene assunta per via orale o sublinguale, ma l’impianto assicura un trattamento costante e previene l’abuso di droga.

Un esperto medico prepara una paziente per un impianto per trattare la dipendenza da oppiacei.

Gli impianti di naltrexone funzionano in modo simile, poiché i pellet vengono inseriti sotto pelle e rilasciano dosi basse del farmaco costantemente, fino a 6 mesi. Sebbene il naltrexone non tratti i sintomi dell’astinenza da oppioidi, previene le sensazioni euforiche causate dagli oppioidi, rendendolo un’alternativa di impianto efficace.

Gli impianti per la dipendenza da oppiacei sono utili grazie ai loro benefici extra. Assicurano che il paziente rimanga al passo col trattamento, e durano per un periodo di tempo relativamente lungo. Questo è particolarmente utile nel caso delle persone che hanno difficoltà ad assumere i farmaci regolarmente, o quando le persone sono più inclini ad avere una ricaduta.

Cos’è la terapia sostitutiva degli oppiacei (oppioidi)?

La terapia sostitutiva degli oppioidi comporta il trattamento delle dipendenze da sostanze altamente pericolose come l’eroina con farmaci da prescrizione più controllati, ad azione più lunga e meno “appaganti”. In origine, l’unica mediazione usata in questo processo era il metadone, agonista degli oppioidi a tutti gli effetti. In seguito, venne introdotto la buprenorfina come un’altra opzione valida. 

Entrambi questi farmaci proteggevano dall’overdose e favorivano la sobrietà, riducendo i sintomi di astinenza da oppioidi e le voglie di droga senza causare lo stesso tipo di sensazione di “sballopicco”.

Un paziente assume la sua dose giornaliera del farmaco per la terapia sostitutiva degli oppioidi.

Questo tipo di trattamento richiede tempo, poiché l’obiettivo è ridurre lentamente la dipendenza del paziente dagli oppioidi. Quando gli oppioidi più pericolosi vengono sostituiti con farmaci come il metadone e la buprenorfina, è possibile che si sviluppi una nuova dipendenza. Per questo motivo, è importante che i farmaci per la terapia sostitutiva degli oppioidi non vengano utilizzati in modo improprio. L’abuso può portare non solo alla dipendenza, ma anche a ricadute e overdose, il che può essere pericoloso.

La possibilità di esperienze avverse con la terapia sostitutiva tradizionale con oppioidi è uno dei motivi per cui gli impianti hanno un potenziale di successo in molti casi. Gli impianti possono sostituire le compresse orali o sublinguali, le iniezioni e altre forme di farmaci sostitutivi. Con un impianto, è molto meno probabile che un paziente vada in overdose o dimentichi di assumere il farmaco, cosa che potrebbe portare a una ricaduta.

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Impianto di naltrexone

Come menzionato sopra, gli impianti di naltrexone consistono in pellet che vengono inseriti sotto pelle e rilasciano costantemente dosi basse del farmaco per circa 2-6 mesi. La durata del trattamento dipende dalla situazione specifica dell’individuo, proprio come avviene con i metodi di trattamento più tradizionali. 

Il naltrexone non previene i sintomi di astinenza come può fare la buprenorfina, ma blocca i recettori degli oppioidi nel cervello che si attivano quando si assumono gli oppioidi. Questo riduce o elimina gli effetti euforici degli oppioidi, il che contribuisce a ridurre il desiderio di droga e a prevenire le ricadute, gli abusi e l’overdose. Il naltrexone in sé non presenta praticamente alcun rischio di dipendenza o di overdose. 

Una relazione pubblicata sulla rivista Drug and Alcohol Review nel 2014 ha rilevato che, in 9 studi, gli impianti di naltrexone erano più efficaci nel prevenire l’uso di oppioidi da parte di un paziente rispetto agli impianti placebo e al naltrexone orale.

Impianto di buprenorfina

Gli impianti di buprenorfina rilasciano lentamente la buprenorfina nel corpo fino a 6 mesi. Come detto sopra, il processo di impianto comporta l’inserimento di quattro piccole aste nell’addome o nella parte superiore del braccio del paziente. Questo metodo di trattamento della dipendenza assicura che il paziente non vada accidentalmente in overdose di pillole di buprenorfina o compresse sublinguali, e che rimanga al passo col suo piano di trattamento. 

Il rilascio costante di buprenorfina nel corpo riduce le voglie, aiuta a gestire i sintomi di astinenza persistenti e riduce la sensazione di “sballo” provocata da molti oppioidi. Tutti questi effetti hanno lo scopo di sopprimere l’uso di oppioidi, e mantenere il paziente sobrio e sulla via del recupero dalla dipendenza. A differenza del naltrexone, la dipendenza da buprenorfina è possibile, ma la natura dell’impianto rende difficile abusarne o sviluppare una dipendenza.

Si ritiene che l’impianto sia altrettanto efficace, se non di più, dei metodi tradizionali. Uno studio sugli impianti di buprenorfina riportato dall’Agenzia Europea del Farmaco ha dimostrato che il 96,4% dei pazienti con l’impianto ha risposto al trattamento, contro l’87,6% di quelli trattati con buprenorfina sublinguale.

Possibili effetti collaterali degli impianti per la dipendenza da oppiacei

Una donna col mal di testa dovuto all’impianto di buprenorfina.

Come qualsiasi altro farmaco, è possibile che gli impianti di buprenorfina e naltrexone causino effetti collaterali, anche se di solito sono lievi. Oltre ai tradizionali effetti collaterali della buprenorfina, l’impianto di buprenorfina può causare alcune delle seguenti reazioni spiacevoli:

  • Irritazione, gonfiore, prurito o dolore nel sito di impianto
  • Mal di testa
  • Nausea
  • Mal di schiena
  • Mal di gola
  • Cambiamenti di umore

Questi effetti collaterali sono piuttosto comuni e ci si può aspettare che svaniscano da soli. Reazioni intense o insolite devono essere segnalate al proprio operatore sanitario. Gli impianti di naltrexone possono anche causare alcuni effetti collaterali minori, tra cui:

  • Irritazione, gonfiore, prurito o dolore nel sito di impianto
  • Forte mal di testa
  • Vomito
  • Affaticamento
  • Crampi muscolari

Le suddette liste non sono complete, e qualsiasi reazione insolita o grave deve essere prontamente riferita al medico.

Gli impianti sono sicuri?

Uno studio suggerisce che gli impianti di buprenorfina sono altrettanto sicuri delle compresse sublinguali di buprenorfina/naloxone (BNX) nel trattamento della dipendenza da oppiacei. Gli eventi avversi (AE) sperimentati dai pazienti di tutti i gruppi in questo studio sono stati descritti come di natura lieve, e molti erano legati all’irritazione del sito di impianto. 

L’altro evento avverso più comune era il mal di testa. Nel complesso, i pazienti nel gruppo BNX dello studio hanno sperimentato più AE rispetto al gruppo con impianti di buprenorfina. Lo stesso studio ha riferito che non ci sono stati eventi avversi gravi (SAE) direttamente collegati al trattamento con l’impianto di buprenorfina.

Anche segli studi sugli impianti di buprenorfina e naltrexone sono ancora in corso, entrambi i metodi di trattamento sono generalmente considerati sicuri. Gli impianti di naltrexone sono stati persino usati per aiutare le donne incinte che fanno uso di eroina a ridurre il loro consumo in modo sicuro, senza effetti negativi sulla madre o sul bambino.

Scopri di più sull’uso degli impianti per la terapia sostitutiva con oppiacei

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Domande frequenti 

Come funzionano gli impianti per la dipendenza da oppiacei?

Sotto pelle vengono impiantati dei bastoncini o pellet, solitamente nella parte superiore del braccio, e rilasciano costantemente naltrexone o buprenorfina per circa 2-6 mesi. Il rilascio costante di buprenorfina riduce la voglia di droga e rende meno probabile una ricaduta. Il rilascio di naltrexone incoraggia l’astinenza dalla droga, prevenendo la presenza dello “sballo” quando vengono assunti oppiodi. Entrambi questi impianti sono utili per coloro che hanno una storia di ricaduta oppure hanno bisogno di aiuto per rimanere al passo con un regime di trattamento. 

Quali sono alcuni possibili effetti collaterali di questi impianti?

Nel caso di entrambi i tipi di impianti, gli effetti collaterali possono includere una reazione nel sito di impianto. Tra questi si segnalano irritazione, prurito, dolore, gonfiore, lividi e un leggero sanguinamento. L’impianto di buprenorfina può causare mal di testa, nausea, mal di schiena, mal di gola e cambiamenti di umore. L’impianto di naltrexone può causare mal di testa, nausea, crampi muscolari e affaticamento.

Gli impianti per la dipendenza da oppiacei sono sicuri?

Entrambi gli impianti sono generalmente considerati sicuri. Gli impianti di buprenorfina si sono dimostrati sicuri ed efficaci quanto le compresse sublinguali. Anche il naltrexone ha dimostrato di essere sicuro, come si può vedere in uno studio che ha coinvolto fruitrici di eroina in gravidanza che hanno usato l’impianto di naltrexone e non hanno sperimentato sintomi avversi. La ricerca sulla sicurezza e l’efficacia di entrambi gli impianti di buprenorfina e naltrexone è ancora in corso.

 

Pubblicato il 13 Settembre, 2021
Dal team della Clinica Dr Vorobjev

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